In alcuni precedenti post ho elencato i lavori che, a sentire alcuni esperti, saranno particolarmente richiesti ed emergenti nel 2010 e con molta probabilità anche negli anni a seguire. Rinfreschiamoci la memoria, i lavori indicati erano: cool hunter, footwear designer, osteopata, energy manager e community development manager. I primi 4 lavori sono stati già enucleati, rimane da vedere la figura professionale emergente del community development manager. La figura del community development manager sarà quella del professionista che avrà il compito di sfruttare le potenzialità offerte dalla rete e dai social media per promuovere l’attività aziendale. Un esperto che lavora su internet, ascolta il battito della rete, si sintonizza su quella frequenza e la sfrutta. Il community development manager farà leva sui social, sui forum tematici, sui blog dedicati al fine di far lievitare il business aziendale. Social quali Facebook e Twitter (soprattutto) possono essere usati come efficacissimo strumento di web marketing e come validissimo supporto ad una strategia promozionale di più ampio respiro.
La figura del community development manager, e le relative competenze tecniche e di mansione, spesso si sovrappone, senza nessun contrasto, con la figura del web marketing specialist, ossia del responsabile di un sito web che ha il precipuo compito di portare traffico “qualificato” sul sito, e che in genere si occuperà della gestione di campagne di comunicazione e posizionamento sui motori di ricerca. Nell’era del Web 2.0 la comunicazione, ivi compresa quella aziendale, è radicalmente diversa dalla comunicazione di 20 anni fa.
Il compito del community development manager sarà di fare in modo che la community non smetta mai di condividere, interagire e diffondere informazioni. Nel bel libro, scritto nel 2006, dal duo Don Tapscott ed Anthony D. Williams Wikinomics, La collaborazione di massa che sta cambiando il mondo (Wikinomics: How Mass Collaboration Changes Everything), vi erano dei preziosi accenni al fatto che le aziende del futuro avrebbero dovuto imparare ad utilizzare le community, i blog e i forum per informare ed informarsi, senza segreti e senza mezze verità. Questo concetto della verità deve essere un elemento cruciale e ben presente nelle azioni che il community development manager compirà. Sulla rete non è possibile mentire, non a lungo, e non con migliaia di internauti pronti a smentire le affermazioni fallaci.
Ed ecco allora che, nel caso le cose dovessero precipitare o andar male, la figura del community development manager diventerà anche quella del manager della crisi, ossia del reputation manager, che avrà l’improbo compito di far “rumore” sulla rete cercando di fare “la seconda buona impressione”.
Quali competenze dovrà avere il community development manager? Le competenze informatiche devono essere quelle di un internauta “adulto”, ma non sono richiesti, anche se ben graditi all’occorrenza, i funambolismi tecnici che appartengono al sottobosco dei nerd e dei geek. Una persona abbastanza “smanettona”, creativa, sveglia e con l’occhio alle novità della rete rappresenta bene le qualità che deve possedere un community development manager.