Giovannini, idee per lavoro e pensioni

Il nuovo Governo, quello di Enrico Letta, costituito grosso modo dalla stessa maggioranza “strana” che era alla base del Governo Monti ha deciso di inserire la questione del lavoro tra le priorità del nuovo esecutivo. E sin qui niente di nuovo. Il punto è che ci sono (ci sarebbero) alcune discontinuità con la linea precedente.

 

Il ministro Giovannini, ex Istat nonché uno dei saggi di Napolitano, ha fissato una serie di punti, tra questi la chiara e presenta intenzione di abbassare il tasso di disoccupazione giovali almeno al 30%, dall’attuale 38% per gli under 24.

Poi, interventi alla flessibilità delle pensioni e ai precari.

 

Ci sarebbe l’idea di una “staffetta” anziani-giovani sul posto di lavoro: per il lavoratore anziano si spalancherebbero le porte del part time, ma senza perdere i contributi versati dallo Stato. In questo modo, prevedono dal ministero del Lavoro, potrebbero essere recuperati da subito una parte dei 100mila nuovi posti per i giovani promessi dal governo. Resta da vedere la copertura finanziaria per tutto ciò, e come regolamentare il tutto. Ma questo non compete a noi.

 

Per le pensioni, l’idea è di una leggera modifica: chi vuole ritirarsi prima dal lavoro, potrà farlo in cambio di una penalizzazione sull’assegno. La soglia prevista potrebbe essere quella dei 62 anni. Anche qui, la vera prova è quella dei conti. 

 

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Lavori web emergenti 2013

Giornali e notiziari, cartacei, tradizionali e digitali, non mancano di far notare, a volte con malcelato autocompiacimento perché devono rispondere sempre a qualche editore e a qualche bandiera politica, che la disoccupazione, specie quella giovanile, cresce sempre. Al punto da profilarsi quasi come una emergenza sociale. Lo è.

 

Ma ribaltiamo per un attimo la prospettiva e andiamo un po’ a vedere il bicchiere mezzo pieno. Se è innegabile che si stan perdendo alcuni posti di lavoro, è altrettanto innegabile che altri posti di lavoro si stanno schiudendo nell’ambito dei nuovi media.

 

Vediamo alcuni di questi nuovi lavori, qualcosa abbiamo già detto in passato. Ma repetita iuvant dicevano i latini e loro hanno quasi sempre ragione.

 

Content Curator. Si occupa di curare i contenuti web, creandoli ex novo oppure scegliendoli e selezionando da ciò che passa il web. Adattandoli poi, in seconda battuta, alle proprie esigenze.

 

Web Analyst. Non è difficile avere tanti dati. Non sul web. Ma avere una messe di dati e non saperli interpretare in modo adeguato significa perdersi tante informazioni, alcune vitali. Ecco, il web analyst interpreta i dati inserendoli nel giusto contesto tattico e strategico.

 

Trasmedia web editor. E’ quello che deve rendere fruibili, all’interno di una società o un progetto business oriented, i contenuti delle singole pagine web.

 

SEO. Trattasi di una sigla che sta per Search Engine Optimizator, e va a identificare la figura professionale che lavora per ottimizzatore di codice HTML e il Markup. Il suo lavoro consiste essenzialmente nel prendere in mano l’intero codice HTML del sito internet e sistemarlo al meglio al fine di rendere il sito stesso attraente per i motori di ricerca, al fine di mettere nella miglior “luce” possibile i contenuti perche siano correttamente indicizzati e soprattutto apprezzati al fine ad esempio di farli preferire come posizione nei risultati.

 

E-reputation manager. Compito molto importante anche questo. L’e-reputation manager ha il compito di monitorare la publicy per le aziende. E’ responsabile dell’analisi e della gestione strategica delle conversazioni dentro e fuori la casa di vetro. E in caso di garvi scivoloni è quello che deve ripulire e ridare una verginità all’impresa.

 

Digital pr. Specialista delle relazioni. Ha il compito di creare eventi di networking per nutrire e dare spessore alla rete di relazione. E ampliarla sempre.

 

Community manager. E’ il professionista che si occupa di curare e gestire social, blog e forum aziendali, non trascurando le piattaforme di microblogging e le comunità wiki. Suo è anche il compito di far crescere la community rendendola indipendente, ispirata e resistente ad abusi e attacchi, in modo da trasformare un semplice marchio in un brand o, meglio ancora, un lovemark.

 

All-line advertiser. E’ quello che si occupa delle dinamiche d’acquisto e della fidelizzazione della clientela, la persona che deve trasformare, attraverso l’All-line Advertiser, le visite in vendite di gadget e similaria.

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Il nuovo Ministro del Lavoro? Un tecnico saggio

Enrico Giovannini è il nuovo Ministro del Lavoro, quello del Gabinetto Letta o del Letta I. Perché tecnico e perché saggio? Ho usato il termine saggio perché Giovannini è stato anche uno dei 10 Saggi che a un certo punto Napolitano ha tirato dal cappello per cercare di trovare delle intese tra i partiti atte a superare il cortocircuito politico-istituzionale venutosi a creare.

 

L’impasse è stato in parte superato varando questo governo di larghe intese o governissimo, e Enrico Letta a pensato di affidare un ministero importante come quello del lavoro a Enrico Giovannini, uno con un curriculum non politico bensì tecnico.

 

Enrico Giovanni è infatti il presidente dell’Istat dal 2009. Dopo la laurea in economia ha lavorato come ricercatore e dirigenti in organismi di statistica nazionali e organizzazioni transnazionali (è stato anche Chief Statistician e Director of the Statistic Directorate presso l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) di Parigi.

 

Uno insomma abituato a fotografare la realtà, mentre la Fornero era una teorica in quanto professoressa universitaria. Ma riuscirà a passare da suggeritore a primo attore? Una cosa è dire le cose stanno così, ben altro lavorare alacremente per migliorare le stesse.

 

Noi, in ogni caso ci sentiamo di fare un grosso in bocca al lupo al neo Ministro.   

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Alcuni lavori anticrisi

Quasi ogni settimana, telegiornali e approfondimenti non fanno altro che fornire dati sul lavoro invero abbastanza deprimenti. Si arriva a punte come: Conosce 4 lingue, ma trova lavoro solo come cassiera. E cose così. Certo, negare alcune evidenze sarebbe da folli ma, nondimeno, anche in un simile grigiume può esserci qualche sprazzo di luce.
E allora, vediamo un po’ qualche lavoro anticrisi in questo scorcio di 2013?

 

Creatività e web sono le parole d’ordine.

 

Tra i lavori creativi che hanno un certo appeal, e nei quali gli italiani sono molto apprezzati possiamo annoverare lavori come quello del disc jokey e del mago. 

Tra i lavori web vanno abbastanza quelli legati alla programmazione (web master e web design) e i creatori di contenuti (web content e copywriter).

 

Ma usando un po’ di fantasia e avendo uno spirito avventuroso si possono trovare delle buone offerte. Parlate bene inglese? Ormai tanta gente lo parla bene, e allora che ne direste di insegnare italiano all’estero. Conosco degli amici che lo fanno.

 

 

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Mondo Lavoro. Meno assunzioni e pił licenziamenti

Meno assunzioni e più licenziamenti, ma è davvero colpa loro? Della Fornero e dei sindacati? La questione va enucleata in ben altri termini e con maggiore spazio.

 

Qui, su Portalavoro, sul portale italiano del lavoro, ci sentiamo di dire che la congiuntura negativa dal punto di vista occupazionale, in entrata e in uscita, non è dovuta ad una sola legge, per quanto la stessa sia estremamente lacunosa e rischia di mostrare tutta la faccia feroce e dura nella questione degli esodati e della cessazione della cassa integrazione.

 

In questo momento di incertezza, sono poche le imprese che possono permettersi di assumere un lavoratore a tempo indeterminato, anche considerando che licenziarlo in caso di mancanza di lavoro è difficile o costoso quanto prima.

 

Riesce facile pensare che una impresa o una azienda che non risenta tanto della crisi possa anche aver bisogno di personale per fare fronte ad aumenti temporanei della produzione o per altre ragioni. Potrebbe assumere a tempo determinato, ma la Riforma Fornero ha reso più pernicioso anche il processo in entrata, frenato da una nuova serie di legacci e lagaccuioli.

 

Ad ogni buon conto, in linea di massima possiamo affermare che mentre l’aumento dei licenziamenti non dipenderebbe in maniera forte dall’entrata in vigore della legge Fornero, quando piuttosto da una situazione stratificata e che si è solo acuita; lo stesso non si può dire del forte calo delle assunzioni nel parasubordinato, fenomeno questo sì che può essere ascritto come danno collaterale della Riforma Fornero. 

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Negli Usa, ai colloqui di lavoro, chiedono anche lo score Klout. E tu, che punteggio Klout hai?

In qualche post precedente avevamo sottolineato che, sempre più spesso, i cacciatori di teste, usano la Rete per farsi una idea del candidato e della persona che deve sostenere un colloquio di lavoro, o una interview come dicono nei paesi anglosassoni.


E abbiamo detto, pertanto, di stare attenti alle foto e ai post messi online e visibili a tutti. Se il vostro Scalper vi vede ubriachi fradici, con mutande in vista a una festa, capirete che non sarà, d’acchitto, ben predisposto nei vostri confronti. E davvero si prenderà il vostro, di scalpo.


Ebbene, va da sé che la propria reputazione sul web comincia ad avere un certo peso. Ed è bene curarla. E poi si arriva agli eccessi.


Com’è capitato a Sam Fiorella. 

Un Top Manager con anni e anni di successi alle spalle che cadde dalle nuvole alla domanda, posta all’interno di un colloquio di lavoro: “Quanto è il suo score Klout?”


Fiorella disse di non avere idea di quanto fosse il suo score, e per la verità di non aver mai sentito parlare di Klout. Al posto di Sam Fiorella, un Top Manager con esperienza ultradecennale in Ford, e Kraft, venne preso un ragazzo con Klout 67. 

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