Mentre la riforma del lavoro è ancora di là ad essere presentata e approvata, e magari ci saranno modifiche sostanziali al testo che hanno in mente quelli del Governo Monti, arriva un warning grande così dall’Onu.
Secondo quanto riferisce l'Ilo, l’agenzia Onu che si occupa, appunto, di lavoro, per quanto riguarda il nostro paese evidenzia un crollo del mercato del lavoro con un tasso di disoccupazione, nel quarto trimestre 2011, del 9,7%, il più alto dal 2001.
La stessa Ilo evidenzia che “il tasso reale potrebbe risultare superiore poiché ai quasi 2,1 milioni di disoccupati si aggiungono 250.000 lavoratori in cassa integrazione”.
Sempre lo stesso studio ritiene “allarmante” la situazione per i Neet (acronimo inglese che sta per Not in Education, Employment or Training: persone che non studiano, lavorano o sono in formazione) e per i giovani: la disoccupazione giovanile risulta infatti pari al 32,6%, più che raddoppiata dall'inizio del 2008.
I lavoratori che non cercano più lavoro hanno raggiunto il 5%, e i Neet sono 1,5 milioni, mentre i disoccupati di lunga durata rappresentano il 51,1% dei disoccupati totali.
Numeri che devono far riflettere, soprattutto a nostro avviso l’1,5 milioni di Neet, ossia una larga fetta di popolazione adulta che non solo è esclusa dal lavoro ma non si sforza neanche di qualificarsi e forse di cercarlo.
Può l’Italia permettersi di perdere una simile forza lavoro?
Certo che no, ecco perché la politica dell’articolo 18 se e in che misura il giudice deve intervenire è di lana caprina; il problema è l’occupazione non il licenziamento. Numeri che potrebbero drammaticamente aumentare qualora il Governo continuasse ad agire solo sulla pressione fiscale e non su politiche di crescita.
Ad ogni buon conto, amici di Porta Lavoro, il portale italiano del lavoro, restate sintonizzati con noi e rimarrete aggiornati sulla riforma del lavoro che, of course, interesserà un po’ tutte le persone. quelle che lavorano e quelle che lavoreranno in futuro.