Unica imposta sugli utili al 25%;
non esiste Irap;
non ci sono studi di settore;
da 2 a 10 gg per un permesso di costruzione;
costo di costituzione di una srl, 3mila euro, compresi avvocato, notaio, commercialista;
contributi per investimenti fino al 25%;
contributi per la ricerca e sviluppo sino al 60%;
prezzi immobiliari da 25 euro al metro quadro per terreni dotati di tutte le infrastrutture,
stabilità politica e sociale;
criminalità quasi inesistente;
qualità della vita molto alta.
Questi fattori hanno convinto un imprenditore italiano a lasciare il natio Friuli e trasferire altrove la sua imprese.
Uno dei mali che affliggono l’Italia è rappresentato dalla delocalizzazione delle nostre imprese verso altri Stati. L’espresso uscito venerdì 6 Luglio, e pertanto ancora facilmente reperibile in edicola e fra qualche giorno online, ci racconta le vicissitudini di un imprenditore friulano attivo nel settore degli scambiatori di calore per grandi sistemi di climatizzazione.
Questo imprenditore ha deciso di buttare la spugna perché attende da 5 anni il cambio di destinazione d’uso di un terreno. Cambio di destinazione che ancora non è avvenuto.
Ed allora armi e burattini all’estero, perché a mancare non è solo il permesso del comune, ma anche la banda larga. Sulla sede amministrativa lo stesso imprenditore, per poter lavorare, ha impiantato un ripetitore.
Il punto è che l’imprenditore non ha delocalizzato in Romania o Russia, e nemmeno in Cina. No, l’imprenditore è andato in Austria, dove, sempre a sentire l’imprenditore, il costo del lavoro è anche più alto, e dovrà passare da 20,29 euro lordi a 22,83. Lo ha fatto perché lo hanno accolto meglio, la burocrazia, il vero moloch italiano capace di mangiarsi soldi e idee, non esiste quasi. Basti pensare che l’imprenditore è andato l’, si è confrontato con gli enti e le istituzioni, nonché con i confinanti del terreno acquistato; gli hanno detto cosa doveva fare per adeguarsi, lo ha fatto. E dopo un mese gli hanno dato il via. In Friuli in cinque anni la conferenza dei servizi non è riuscita a dare una risposta, una qualsiasi a questo uomo.
Se non si mette un riparo alla burocrazia non ci saranno riforme del lavoro che tengano.