Qualche anno fa ebbe un certo successo il libro, scritto da un sociologo, Richard Sennett, che ha frequentato da studente e professore Harvard e Yale e che attualmente insegna sociologia presso la London School of Economics, sociologia e storia alla New York University ed è inoltre Adjunct Professor di sociologia al Massachusetts Institute of Technology, al mitico MIT, passatemi il termine; nonché menbro, sempre Sennett, del Center for Advanced Study in the Behavioral Sciences (Centro di studi avanzati nelle scienze del comportamento).
Bene, lui scrisse e teorizzò che a salvarci dalla crisi sarebbe stato un uomo nuovo: L’uomo Artigiano.
Il termine, per la verità, è stato un poco travisato, allora è il caso di dire cosa intende Sennett, con l termine Uomo Artigiano.
Nei momenti difficili un'intuizione forte può dare senso e concretezza a bisogni diffusi. Tale è L'uomo artigiano, ovvero l'homo artifex, che persegue per sé e per la propria personale soddisfazione la ricerca dell'opera quasi perfetta, del buon lavoro fatto con arte, intelligenza, sapienza manuale e conoscenza. Torna oggi con forza questo desiderio, a ben vedere quasi innato nella nostra natura, contro la mediocrità e il "basta che sia fatto". Il libro di Sennett è un valzer tra presente e passato, tra antiche botteghe dove si formavano i Raffaello o venivano levigati e assemblati in aurea misura gli Stradivari che ancora ci incantano, e moderni laboratori dove si cucina un delizioso poulet a la d'Albufera o si mette a punto il sistema Linux, per scoprire - attraverso ciò che la scienza ci insegna e la società ci chiede -come funziona la sinergia mente-mano-desiderio-ragione, che ha fatto grande il mondo occidentale e forse può oggi restituirgli saggezza.
Come si vede, più che una categoria, l’uomo artigiano rappresenta un modo di fare, un modo di lavorare.
Ecco, è questo il senso dell’uomo artigiano, anche se, per la verità, il 2012, sembra strizzare l’occhio più al fabbro, al falegname, al muratore o al panettiere e meno all’avvocato, all’architetto, al veterinario, al laureato in lettere.
Buon fine anno e buon 2012 a tutti! Artigiani e non!